Questo blog vuole servire per far conoscere ed amare la vita francescana, conoscendo la spiritualità, la vita, e tutto ciò che riguarda la vita religiosa. Non Mancate a questo appuntamento. Vi aspetto! fr. Luciano
Clicca sulle immagini e sui titoletti e verrai collegato per approfondire l'argomento. Pace e bene! fr. Luciano
domenica 10 luglio 2011
La Vita francescana: Gesù è la Samaritana
La Vita francescana: Gesù è la Samaritana: "Con Francesco contempliamo le meraviglie del creato laudato sii mi Signore per tutte le tue creature! IL dialogo con Gesù e la donna samari..."
Gesù è la Samaritana
Con Francesco contempliamo le meraviglie del creato laudato sii mi Signore per tutte le tue creature!
IL dialogo con Gesù e la donna samaritana è il dialogo dell'incontro dell'amore gratuito...
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Ass. Insieme noi.
lunedì 27 giugno 2011
La tiepidezza spirituale.
La tiepidezza spirituale.
Nel cammino spirituale, ci sono alti e bassi, a volte ci sono dei raffreddamenti al fervore che ci tiene accesa "quella fiamma che arde verso il Crocifisso povero e casto", diciamo che ci facciamo un po prendere da quelli peccati anche se all'apparenza piccoli e innocui, chiamati veniali, ma che nascondono e traggono in inganno, e ci lasciamo trasportare da essi senza prendersene cura, ecco allora il raffreddamento verso l'amore divino, ecco la tiepidezza spirituale, che porta in se un virus pericoloso nella vita spirituale, specialmente di consacrazione, quale rimedio migliore se no la preghiera ardente e fervorosa, cibarsi della Parola di Dio, e avvicinarsi ai sacramenti vincolo di salvezza. Lo scopo di questo video e proprio questo mettersi in guardia sul farsi prendere da questo raffreddamento, cioè quando vediamo che sembra che il cammino spirituale diventa piatto e senza inciampi.....
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martedì 7 giugno 2011
Il Sogno del Signore Francesco di Assisi.
Come ringraziare il Signore per quanto ci ha dato di vivere, nelle mani di sua Madre, e sulla forma di vita del Serafino di Assisi, ringraziare il Signore vuol dire dargli lode, glorificarlo, dirgli grazie in ogni avvenimento della vita bello o triste che sia.
Abbiamo ascoltato che “l’Eucarestia e la forma e la vita, primaria da cui nasce e muore ogni cosa”, il morire per vivere per Lui, l’Eucarestia e il cenacolo dove poter attingere forza e coraggio, consolazione e speranza, e come avvicinarci a tale esperienza, se non con Maria, la strada diretta che ci portà al figlio, diventando proprietà totale di Lei, consegnandole le nostre povertà.
Maria porta della Santità, attraverso la consacrazione al suo cuore, chi ci può insegnare tutto questo, Francesco di Assisi, “l’incanto di Dio”, la sua vita, il suo coraggio, la sua testimonianza, il suo farsi conquistare dal crocifisso, Francesco ha ritrovato la vita, dando la vita a Colui, che ci ha donato la vita, con la Sua vita, ecco il grido “HO SETE”. Si! Ha sete del tuo cuore, per poterlo donare ad altri, e farmi amore. Donaci, frate Francesco, di fare esperienza di kenosis, per essere anche noi quel pane di vita, che sei Tu per noi, per sfamare del Tuo amore ad altri che non ti conoscono. Grazie Signore pane di vita nuova, che sei qui con noi, in mezzo a noi, per essere in noi, e vivere in noi!
Fr. Luciano
martedì 10 maggio 2011
Francesco il folle dell'Eucarestia!
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| Frate Francesco l'incanto dell'Eucarestia!! |
Vi invito a partecipare anche spiritualmente al nostro incontro con la partecipazione con altre famiglie francescane a vivere questo momenti di preghiera e di comunione fraterna sulla scia di frate Francesco, Mercoledì ore 20.00, dopo la santa messa degli studenti, dove la nostra comunità francescana vi ricorda tutti nella sua preghiera! Pace e bene. fr. Luciano.
Vi aspetto, non mancate!
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Ass. Insieme noi.
martedì 26 aprile 2011
Il Cristo Risorto vi doni pace e speranza nei vostri cuori e facci risplendere il suo volto di gioa e serenità, possa farvi essere testimoni e annunciatori di pace e giustizia in un mondo di di brutterie. Pace e bene.
sabato 16 aprile 2011
sabato 19 febbraio 2011
Adoro Te Mio Signore
una esperienza d'amore!
Donami di adorare quelle piaghe che sono state fatte per me.
Concedimi di lavarmi con quel prezioso sangue offerto per me, per far un patto eterno.
Lasciami baciare quelle spine che ti pungono per i miei peccati.
Che io possa abbracciare quelle braccia aperte in segno di donazione.
Donami di meditare la ferita del tuo costato in segno della chiesa nascente in remissione dei peccati e della vita nuova scaturita dal battessimo.
Fa che possa comprendere il tuo corpo nudo in segno della nudità dell’uomo.
Fammi comprendere la forma della croce come simbolo della più crudele morte.
Donami di contemplare come pendi dalla croce per comprendere che per arrivare alla gloria bisogna innalzarsi da terra. Accettare la croce è accettare di vivere con Dio Padre nella gloria.
Ora abbiamo il tuo corpo tra le nostre mani, beviamo il tuo sangue; donaci di sentire la tua presenza viva in mezzo a noi, saper gustare il tuo soave corpo nel nostro misero corpo.
Donaci di capire la possibilità che ci hai dato di dialogare liberamente con te è sicuri di essere ascoltati; sentire il profumo del tuo sangue che invade il nostro corpo impuro e corrotto.
Sentire il tuo corpo che brucia come fuoco ardente la mia infedeltà, il tuo Spirito che mi purifica da ogni sozzura.
Solo cosi so ti averti contemplato!
(fr. Luciano M.)
venerdì 4 febbraio 2011
Il dialogo interiore dell'anima!
domenica 30 gennaio 2011
mercoledì 12 gennaio 2011
Consacrarsi a Maria Immacolata.
“Consacrazione a Maria”
by fr.Luciano
Vivere pienamente la Consacrazione ci immette direttamente nella vita d’unione mistica di Maria, è la perfetta consacrazione a Lei donando se stesso, è avere la piena fiducia in Lei, e con la consapevolezza che si e trovata in Lei la vera vita che porta al Figlio e con il Figlio al Padre.
C’è differenza, però tra “l’atto di consacrazione” e la “Consacrazione vissuta” pienamente in Lei. Comunemente si dice che sia una pratica introdotta da Montfort, ma pare che risale molto più indietro. Prendiamo in causa tre modelli, quello proprio di Montfort, di P. Kolbe e Chaminade.
Montfort indica quattro punti principali: “Donare il corpo con le membra”; “L’anima con tutte le sue potenze”; “I beni esteriori, i beni spirituali e interiori: meriti, virtù, opere buone”.
Lo Chaminade c’è lo indica come “ogni azione, facoltà e beni e al servizio di Maria affinché ne faccia per la maggior gloria di suo figlio”.
P. Kolbe, come sappiamo ci dice di affidare la nostra vita come “Cosa è proprietà Sua”.
Anche se si discute sulle varie modalità di consacrazione, in diversi tempi composti, ma sembrano dire lo stesso messaggio, dare a Maria, il cuore, la mente e l’anima e ogni azione che compiamo, si capisce che bisogna eliminare quella parte che noi conosciamo se ci conosciamo interiormente che non ci aiuta a vivere a fondo questa consacrazione.
Questa consacrazione perfetta, ossia la consegna totale, decisiva e consapevole di sé a Maria non può ovviamente consistere solamente in un atto.
Vivere la consacrazione, sarà una manifestazione sia esterna che interna e spirituale di vivere una vita spirituale a rispetto alla Vergine, è l’accettazione di una relazione particolare con Essa che ci obbliga a vivere uno stile di vita particolare. Come ad esempio lo stile di vita che si sceglie di professare nella professione religiosa che esso sia.
Alla fine poco conta la formula che si vuol recitare, l’importante consiste nel vivere, nutrendosi quotidianamente, vivere ciò che dice.
Come si acquista lo spirito di consacrazione, per dipendere totalmente da Lei? Questo non e un devozionalismo, ma un vivere per un fine!
C’è lo dice sempre Montfort: Col fare tutte le azioni per,con,in Maria è per mezzo di Essa poterle fare più perfettamente per mezzo di Gesù, con e per Lui.
Questa quadruplice formula ci costituirà un crescendo efficacissimo verso l’unione mistica, indicandole a vivissimi colori il motore che ad essa mi condurrà.
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Parlare di Maria Madre di Dio..
venerdì 24 dicembre 2010
Un Natale vero!
Un Natale vero!
Eccoci giunti al giorno dei giorni, alla festa delle feste, il Redentore è nato, i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi riprendono a camminare, gli sfiduciati si ricolmano di serenità, è Natale, il Natale del Signore, il Re dei re e nato, apri il cuore alla buona novella, il Verbo sì e fatto carne, si rallegrano i cuori smariti, esultino gli umili, è Natale. Ogni gesto di solidarietà di amore e il Natale che si fa carne, non sprechiamo tempo in cose inutili, non perdiamo l’occassione di essere gioiosi , di vivere il Natale pieno, ricco ma non solo di regali, ma anche di preghiere, che bello sarebbe se pregassimo perchì non crede, perchì e lontano dalla famiglia, perchì soffre, perchì si sente solo, perchi abita nelle tenebre, perchì ha perso la speranza, perchì ha avuto perdite care e non vive la gioia del Natale, perchì ha perso il lavoro, per i giovani, i bambini, per gli sfruttamenti, ingiustizie, noi da soli non c’è la faremo mai a fare tale cosa ma pregare sì perché si possa avere maggior dialogo tra i popoli ma inanzitutto nelle prorpie famiglie, con i propri figli, genitori, colleghi, ma specialmente per chi si gira le spalle, il Natale è perdono, misericordia, giustizia, carità, benevolenza, fraternità, amore, gioia, dialogo, non perdiamo tempo dietro ai consumismi, alle lussurie, ai fatti di sangue, alle discordie, alle lotte, invidie e gelosie, senza dimenticare a chi vive in disagi familiari, il Natale e la risposta di Dio alle nostre speranze, alle nostre attese, senza dimenticare chi per cause naturali vive in alloggi provissori, preghiamo perchì non ha con cui gioire, con cui condividere le gioie e le sofferenze della vita, carissimi fratelli la lista potrebbe continuare all’infinito, ma ci vogliamo fermare qui ricordando anche i tanti religiosi, religiose che nel loro nascontimendo pregano per il mondo, per i consacrati che si donano ogni giorno per la vita altrui, per i sacerdoti che si aggrappano alla croce del Signore, ma in particolare per chi e in discernimento vocazionale, che la nostra preghiera sia luce ai loro passi, che il Signore Gesù nato per noi ci benedica e ci protegga da ogni insidia di male.
Pace e bene
fr. Luciano
ofmconv
sabato 4 dicembre 2010
Il "Fiat di Maria"
Tempo di Avvento
il "FIAT di MARIA"
e lo stupore di Francesco di Assisi
Stiamo leggendo il “Fiat” di Maria, l’evento che cabierà il mondo, una luce spuntera dalla tenebre, siamo nel Tempo di Avvento, qual miglior Tempo per sintetizzare quest’anno trascorso, con semplicità di cuore ne affligendosi ne sorvolando gli eventi di quest’anno, che ne sono tanti, belli e brutti, ma l’Avvento e il “tempo di ringraziamento” come anche il “tempo del rinnovo”, far nascere dentro di noi la Luce per rischiarare le tenebre; Può nascere dentro di noi Gesù?
Francesco si leccava le labbra al sol nominare il nome di Gesù, il bambinello lo chiamava il “Bambinello di betlemme”; lo stupore di francesco al vedere realizzato il presepe di Greccio è indescrivibile, a provato una gioia immensa in quella notte santa dove tutto sembrava fermo e divino, la commozione di Francesco nel vedere quel bambino in braccia a sua Madre, la tenerezza, come anche Chiara ebbe una visione che il bambino nascesse ed era vero, Maria ha accolto con grande letizia questo evento, senza saper cosa gli aspettasse, serbava tutto nel suo cuore, faceva del cuore il chiostro del mondo, raccoglieva e serbava ogni gemito nel chiostro del suo cuore, dove era cuore a cuore con il Signore, nonostante le difficoltà e le sofferenze che abbia avuto, anche quando a difeso il figlio, appena nato.
Si potrebbero scrivere libri su questo argomento, sulla straordinaria bellezza della nascita del Signore e come hanno vissuto i santi, ma se non la incarniamo anche noi quella Parola che parla al nostro cuore, che soffre e cerca di entrare in noi, mai riusciremo a comprendere la gioia del Verbo che si fece carne.
Nel Natale si compiono le scritture, è l’evento della Incarnazione, la Parola che diventa carne, dovremmo dare molto importanza a questo evento come quella della Risurezzione, sarebbe bello se quest’anno in questo avvento non lo facessimo scorere come tutti gli altri, anche in modo consumistico, a tutti piace, e anche una soddisfazione in un certo modo, mica possiamo pensare solo a lavorare, dobbiamo anche pensare a noi, del nostro lavoro, sarebbe bello che sarebbe un’Avvento ricco di amore, di donazioni, un sorriso, una buona parola, un conforto, una visita agli ammalati, visita a chi e solo, aiutare un anziano, non sarebbe più bello un natale cosi ricco, speso veramente con gioia, e tante altre cose si potrebbero fare, approfondire un testo spirituale, dedicarsi maggiormente alla preziosità della preghiera.
Il titolo dell’incontro e molto bello e rispecchi ciò che abbiamo appena detto, “ho una bella notizia da darti”, “ho incontrato il Signore, ho sentito il suo amore”, allora capite che non si può tenere nascosto per se questo evento, sarebbe da egoisti, per concludere diciamo che quest’anno vogliamo vivere un Natale vero, ricco e significativo.
;https://cid-0009017416b30f70.groups.skydrive.live.com/redir.aspx?resid=9017416B30F70!109
giovedì 2 dicembre 2010
Il dono della vita!
BY FR. LUCIANO
Il tema scelto in questo incontro e molto frequente ed attuale nei nostri tempi saper amare la vita. Le difficoltà, le tribolazioni, non riuscire a trovare il suo posto nella società, la sua realizzazione, la mancanza di lavoro, di affetto, di stima, porta un po’ ad abbandonarsi, a prendersela con la propria vita e a volte anche con il Signore, perché tutto questo, diciamo subito che non è facile dare una immediata risposta, ma a volta siamo anche noi a non compredere i valori e i doni che possiamo ricevere dalla vita, a volte si basiamo troppo sulle nostre forze e capacità e tralasciamo un pochino l’Amato, a volte ci rimaniamo male c’è la riprendiamo un’altra volta con tutti, da una parte e anche giusto per siamo persone vive e no sepolcri imbiancati, cioè vivi ma morte interiormente, ma deve finire li non ci deve pesare ne portarselo lungo i secoli, non dobbiamo bloccarci a questi limiti.
Per amare la vita poi ci dovremo amare prima noi, nell’accetarci come con i nostri limiti e difficoltà, pocchezze e miserie, insieme alle doti che abbiamo, ai doni, alle meraviglie che il Signore ci ha donato, dobbiamo sentirci preziosi agli occhi di Dio, proprio per ciò che ha subìto per noi. Perché celebriamo le piaghe del Signore? Giusto per fare qualche preghiera o per rendegli grazie e lode? Ma nello stesso tempo ci dobbiamo sentirci bisognosi del suo amopre, dobbiamo sentirci i poveri del Signori, i cercatori di Dio, nel lebroso che è dentro di noi, con l’aiuto della preghiera, offrendo sacrifici di lode, Francesco è l’amante della vita per eccezione, è l’amante della creazione, per amare la vita devo amare l’altro e accettarlo con tutto se stesso, che mi sia simpatico o antipatico, ma lo devo stimare come figlio di Dio, non importa il rapporto che ho colui o se ho avuto una grande delusione, ma l’importante e vederlo con gli occhi di Dio.
Non sprecchiamo il dono di una amicizia ad esempio per qualche parola di troppo perdoniamoci, conserviamo l’amore che ci unisce, l’affetto, non diamo spazio al nemico che ci ostacola con cose di poco conto che a noi ci sembra di grande importanza, spendiamo la nostra vita con tutto se stessi e nei migliori dei modi e con tutte le sue capacità, di esempi ne abbiamo tanti l’eccezione e madre Teresa di Calcuta tutto da dire, e dando che si riceve il regno di Dio, dare non significa approffitarsi della persona, ma non tenersi il tesoro dentro di noi se so che ho un dono da donare, che sia la mansuetudine, che sia l’ascolto, che sia la bontà o che sia la pazienza la devo donare per il bene dei fratelli, e non farla morire, che gli altri la pensano come vogliono ma io devo dare il meglio di me stesso valorizzare ogni angolo della mia vita, e amarla con tutte le sue sfumature.
“Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell’egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità”.Anonimo
Concludiamo con questo aforismo sulla vita:
Per la carezza ad un bambini mentre dorme, per la carezza di una mamma, per la sofferenza dell’amore, per una lacrima, per un sorriso, per un abbraccio, per i sogni che si fanno, per i sogni che si realizzano, per i sogni che mai si realizzeranno, per Dio che ci da la forza attraverso lo Spirito, per tutto questo… la vita è “semplicemente” stupenda!!!
mercoledì 1 dicembre 2010
sabato 13 novembre 2010
Quanto amiamo il Signore?
Ma io ti amo Signore Gesù?
pubblicata da Luciano Pugliese
Cari amici ho desiderio di condividere questa mia riflessione, sull'amore di Gesù, che diciamo che tanto lo amiamo, tanto lo preghiamo ma poi..... scusate il modo molto crudo di dire alcune cose ma non serve far raggiri con il Signore perchè ci conosce meglio di quanto possiamo pensare, che nessuno se la prende ma che si faccia un pensierino sulla propria condotta di vita. La pace e la gioia del Signore sia sempre nel vostro cuore fr. LucianoQuante volte mi capita o ci capita di dire che amiamo Il signore con tutta la nostra vita, ma poi sarà vero tutto ciò, io mi vedo nella mia miserevole vita che non e sempre cosi, perchè se sarebbe cosi non farei tante azoni, ma visto che io sono povero e forse neanche so che significa amarti, allora e normale che agisco in questo modo perchè non so più come comportarmi, mi arrampico a tutto, invece di confidare nela tua potenza d'amore, confido nella mia inutile sapienza umana, quant'è difficile amarti, nonostante mi hai fatto conoscere la povertà della mia anima ancora ho il cuore di pietra e ancora non mi arrendo alla mia durezza al mio voler essere migliore degli altri, ma a cosa serve tutto ciò, finchè non riesca ad uscire da questo misero corpo con le sue passioni e poi dico che ti amo, se ti amerei non starei sempre piegato su di me sul mio orgoglio, la superbia, l'essere e ancor di più sentirmi migliore, e non mi vedo che sono nel mare delle tenebre, e non dico ma che sto facendo, dove vado, e ancor peggio non chiedo aiuto perchè sono pieno di me, O Signore allontana da tutto questo, fa che ti ama veramente, non voglio niente, non desidero niente, che siano lontano i meriti e gli onori, che sia l'ultimo e il più disprezzato, che non valgo niente, ma non togliere che ti possa amare veramente, se il mondo non cambia è perchè io non voglio cambiare, se non voglio seguire il tuo ideale perchè mi è scomodo, se ho perso la pace perchè ho voluto mettere in trono il mio essere tutto, Signore ti prego di aiutarmi a liberarmi da tutto questo, ad essere puro, ma che mi importa se sono l'ultimo o il primo, disprezzato o amato, buono o cattivo, ma servono queste cose se poi non conosco neanchè la tua parola, mi allontano da te, ti tengo solo per colpevolizzarti, o come un opzionale, dove sono gli ardori del primo amore di quando mi hai conquistato, allora e vero che mi sono fatto prendere troppo dalle cose mondane e Te Dolce Signore dove ti ho posto, dove sei, O signore perdonami allontana da me il tuo sguardo, finchè io non ritorno allo stato puro a quel primo amore che mi ha conquistato il cuore ed ho detto ecco Signore che io vengo! Aiutami Signore per quando ti sto facendo soffrire.....
Quando amo il Signore'
Ma io ti amo Signore Gesù?
Pubblicata da fra Luciano Pugliese
Quante volte mi capita o ci capita di dire che amiamo Il signore con tutta la nostra vita, ma poi sarà vero tutto ciò, io mi vedo nella mia miserevole vita che non e sempre cosi, perchè se sarebbe cosi non farei tante azoni, ma visto che io sono povero e forse neanche so che significa amarti, allora e normale che agisco in questo modo perchè non so più come comportarmi, mi arrampico a tutto, invece di confidare nela tua potenza d'amore, confido nella mia inutile sapienza umana, quant'è difficile amarti, nonostante mi hai fatto conoscere la povertà della mia anima ancora ho il cuore di pietra e ancora non mi arrendo alla mia durezza al mio voler essere migliore degli altri, ma a cosa serve tutto ciò, finchè non riesca ad uscire da questo misero corpo con le sue passioni e poi dico che ti amo, se ti amerei non starei sempre piegato su di me sul mio orgoglio, la superbia, l'essere e ancor di più sentirmi migliore, e non mi vedo che sono nel mare delle tenebre, e non dico ma che sto facendo, dove vado, e ancor peggio non chiedo aiuto perchè sono pieno di me, O Signore allontana da tutto questo, fa che ti ama veramente, non voglio niente, non desidero niente, che siano lontano i meriti e gli onori, che sia l'ultimo e il più disprezzato, che non valgo niente, ma non togliere che ti possa amare veramente, se il mondo non cambia è perchè io non voglio cambiare, se non voglio seguire il tuo ideale perchè mi è scomodo, se ho perso la pace perchè ho voluto mettere in trono il mio essere tutto, Signore ti prego di aiutarmi a liberarmi da tutto questo, ad essere puro, ma che mi importa se sono l'ultimo o il primo, disprezzato o amato, buono o cattivo, ma servono queste cose se poi non conosco neanchè la tua parola, mi allontano da te, ti tengo solo per colpevolizzarti, o come un opzionale, dove sono gli ardori del primo amore di quando mi hai conquistato, allora e vero che mi sono fatto prendere troppo dalle cose mondane e Te Dolce Signore dove ti ho posto, dove sei, O signore perdonami allontana da me il tuo sguardo, finchè io non ritorno allo stato puro a quel primo amore che mi ha conquistato il cuore ed ho detto ecco Signore che io vengo! Aiutami Signore per quando ti sto facendo soffrire.....
Ma cosa mi ha imparato san Francesco?
giovedì 14 ottobre 2010
Le Fonti Francescane
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Conoscere le fonti francescane
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San Francesco e il Crocefisso di san Damiano
Da quanto Francesco ha conosciuto l’amore sconfinato del Cristo Crocifisso tutto si e capovolto nella sua vita, dall’abbraccio al lebbroso al dono totale di se, quanta gioia ha ricolmato nel suo cuore, quanta pace, la libertà che ha trovato nel seguirti, solo in te ha trovato ciò che mai ha sperimentato fin d’ora, nonostante fosse il re delle feste e giullare per ogni persona, ma mai cosi felice da quando ti conosciuto e lo hai conquistato sei entrato in lui hai rotto il muro che lo separava da Te, e la tua Croce che fa sciogliere ogni durezza, basta un piccolo spiraglio che si apre a Te e riesci a conquistare tutta la persona, vedere un uomo appeso a quella croce morto per te e risorto per il tuo amore , perché ti Ama, e ti ama di un amore sconfinato, Francesco chi vuoi seguire il servo o il padrone rispose il padrone, si Signore vogliamo seguire te che sei la pienezza di ogni bene, sulla via della croce , li ci hai insegnato ad amare, anche se non siamo amanti, a donarci senza conoscerci, a perdonare chi non mi perdona, Signore aiutaci ad amare, a seguire la via del Vangelo, la via dell’amore, la via della croce. Aiutaci ad essere autentici e coraggiosi testimoni di Te!
Vocazione francescana: La vita di Francesco l'innamorato del Signore!
La vocazione alla sequela del Cristo povero e umile, e una scelta ricca di amore, una scelta che ti cambia la vita, è una scelta che ti chiede di perdere tutto ciò che ti appartiene per dedicarsi anima, mente e cuore all'unico e sommo bene, tutto il bene, Cristo Signore che si e fatto uomo per te, Francesco rimase folgorato da quando scopri il Signore da dire questo voglio, questo desidero, questo bramo di fare con tutto il cuore, tutta la mente e tutte le mie capacità di amare, anche tu fratello non avere paura di conoscere chi è Cristo, fatti conquistare dal suo amore,dalla sua bontà dal suo desiderio di averti con lui tutta l'eternità!Tanti di noi desideriamo conoscere chi è Dio, come pregarlo, come amarlo, come colloquiare con Lui, stare con Lui, tutto questo lo condivideremo insieme su questo blog, che sarà aperto a tutti per cercare di capire la nostra vocazione. Se desideri approfondire uno degli argomenti clicca i post a destra e ti collegheranno con siti che ti permettono di approfondire ciò che cerchi. Pace e gioia fr. Luciano
L'itinerario francescano dell'anima, sequela Cristi.
Sui testi di P. Leone Veuthey .
Francescano Conventuale
Itinerario francescano dell'anima
"Un itinerario di tale genere deve essere completo: non può accontentarsi di alcune note caratteristiche riconosciute dalla spiritualità francescana, ma deve perseguire e determinare tutto il percorso da seguire" Cioè liberarsi di tutte quelle ideologie, per seguire il Signore bisogna essere liberi e convinti, " la via da seguire deve essere quella praticata da san Francesco! " Non basta solo seguire le biografie o tenersi da quando si dice che ha fatto , ma seguire e imitare la sua vita nella quotidianità di ogni giorno in ascolto alla parola del Vangelo forma e vita dei Frati Minori, "Noi non dobbiamo dimenticare in effetti che la via dell'anima per arrivare a Dio è fondamentalmente la stessa per tutti i cristiani, che la pratica e l'esperienza possono essere in molti punti identici per tutti", Quindi un itinerario cristiano alla sequela di Cristo e per tutti cosi come si può parlare di un itinerario francescano come pure di quello domenicano o benedettino, e ognuno di esse porta a caratterizzare la pratica e l'ascesi verso il sommo Bene, una sequela autentica e veritiera si deve basare mettere nelle mani di Dio tu se stesso senza riserve per se.
Frati Minori Conventuali
L’ Ordine dei Frati Minori Conventuali è l’Ordine religioso fondato da San Francesco d’Assisi col nome di Frati Minori. A questo nome, fin quasi dagli inizi, si aggiunse la qualifica di Conventuali, perciò i membri dell’Ordine si chiamano Frati Minori Conventuali. Fin dalla sua fondazione il nostro Ordine, per volontà del Padre San Francesco, è una vera fraternità; perciò i suoi membri, costituendo come fratelli un’unica famiglia, partecipano alla vita e alle opere della comunità secondo la condizione di ognuno. Tutti hanno uguali diritti e doveri, ad eccezione di quelli che provengono dall’ordine sacro, in quanto il nostro Ordine è inserito dalla Chiesa tra gli istituti clericali. San Francesco volle che i suoi frati si chiamassero Frati Minori, perché “dal loro stesso nome” apprendessero “che erano venuti alla scuola di Cristo umile, per imparare l’umiltà”. I nostri Religiosi sono riuniti in una fraternità conventuale propriamente detta, allo scopo di favorire una maggiore devozione, una vita più ordinata, un ufficio divino più solenne, una migliore formazione dei candidati, lo studio della teologia e le altre opere di apostolato al servizio della Chiesa, e così estendere il regno di Cristo in tutta la terra sotto la guida dell’Immacolata. (cfr. Costituzioni dell’Ordine Tit. I, 1-4)
Chi è Francesco e Chiara di Assisi?
Carissimi non è facile parlare di questi due fenomeni, che hanno saputo ribaltare la Chiesa di quel tempo, hanno saputo vivere il Vangelo fino in fondo, sono arrivati fino ad incarnarlo, questi due grandi santi hanno saputo dare una testimonianza eccellente la loro espropiazione dall'uomo vecchio corrotto dal peccato per risplendere come luce nel mondo e ancora oggi fanno ancora rumore, dopo 800 anni di storia sono ancora vivi, non ci scoraggiamo a essere nuove creature testimoni autentici del Padre e della Parola incarnata, coraggio!
Il Desiderio di Francesco
Francesco da quando il Signore lo ha ricolmato della sua presenza in lui, si totalmente lasciato andare nelle braccia del Signore, e più passavano giorni più sentiva questo desiderio, anche quando si trovo nel buoi totale, mai cessò di cercare il suo Signore, quello che premeva a Francesco era di amarlo in ognuno, in ogni cosa, non guardava chi era e cosa pensava, o cosa diceva, per lui era importante solo amare con il cuore di Cristo, quello che ci richiama a fare a tutti noi amare con il cuore di Cristo!
Respirare Cristo
quante volte vorremo sentire le braccia del Signore che ci stringono forte, mentre invece diciamo che non sentiamo la sua presenza, invece c'è veramente ma noi siamo troppo indaffarati per noi stessi che neppure ci accorgiamo che il Signore ci sta amando in quel momento. Dovremo lasciare più spazio ad ascoltare la voce soave di Gesù che cerca di entrare a far parte della nostra vita, e a colmarci dei suoi doni.
Il desiderio di Chiara
Cosi come Francesco anche Chiara aveva questo grande bisogno di stare con il suo sposo, di uniformarsi a lui, di amarlo in tutti, di sforzarsi di imitarlo con tutto il cuore, tutta la mente e tutte le sue capacità umane, Francesco con la sua testimoniaza e riuscito a far di Chiara la sua pianticella ricca di frutti di santità, lasciamoci anche noi conquistare di questo amore, di questa grazia, di questo dono, lasciamoci amare da Cristo, ma prima dobbiamo amare noi stessi!





